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Trento
30 gennaio | 13:30

Sanità in crisi, impossibile avere anche un appuntamento per una risonanza "urgente", Demagri: "Il sistema Rao è ormai superato ed obsoleto"

La segnalazione era giunta a il Dolomiti dopo che un paziente si era sentito rispondere che per una risonanza magnetica "non c'erano posti disponibili, né a Trento città, né in tutto il Trentino". Demagri: "Il sistema Rao è ormai superato ed obsoleto e non risponde più alle nuove esigenze della salute. Perché mai se i professionisti scappano nel privato non dovrebbero farlo anche i pazienti?"

Sanità in crisi, impossibile avere anche un appuntamento per una risonanza "urgente"
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Aveva chiesto appuntamento per una risonanza magnetica in Rao B per due ernie discali, ma dopo aver chiamato il reparto di Radiologia gli era stato detto che "non c'erano posti disponibili, né a Trento città, né in tutto il Trentino" e di "rivolgersi al privato" (Qui l'articolo). Un altro esempio che purtroppo conferma delle gravi carenze nel sistema sanitario trentino, che da tempo mostra delle grandi criticità, come già denunciato dai professionisti all'interno di Apss.

 

"E' la cosiddetta sanità sospesa, quindi tutte le visite che non trovano risposta - commenta la consigliera di CasaAutonomia.eu, Paola Demagri -, dove la forbice tra richiesta e offerta è ormai diventata troppo ampia, tanto da arrivare al collasso se non si pone rimedio con emergenza, come quando si devono trasfondere le sacche di sangue in una massiva emorragia se non vuoi perdere il paziente".

 

Con un'impegnativa del medico in rao B, la visita specialistica si sarebbe dovuta tenere entro 10 giorni al massimo. Ma in questo caso è stato il paziente stesso a dover contattare il reparto incaricato, senza però ottenere nessun appuntamento.

 

Il sistema Rao "è ormai superato e obsoleto e non risponde più alle nuove esigenze della salute", aggiunge Demagri. Il primo punto è sicuramente quello dell'emergenza dettata dal Covid, "la  cronicità che con la pandemia ha sofferto tantissimo ed è ancora in fase di recupero".

 

Altro grande tema "lo stillicidio, per restare in tema di emorragia, di professionisti che dall'Apss passano al privato. Perché mai se scappano loro non dovrebbero andarci anche i pazienti? Nel privato orari, burocrazia, accessi sono molto più adatti alle esigenze dei cittadini. E' la grande etica dei medici a dettare loro di consigliare il meglio ai loro pazienti, per preservare la loro salute".

 

Come riportato anche nello specifico episodio, "il sistema Cup sta implodendo - dice la consiglierain quanto rimanda alle Uuoo la decisione finale dell'accesso alle cure inviando tutte le richieste non soddisfatte alle segreterie di reparto perché trovino queste una soluzione alle richieste del medico".

 

"Trovo ingiusto - conclude - che nei percorsi più delicati, come i follow up oncologici non si vada avanti come sempre fatto cioè che è il personale di reparto a prenotare visite e controlli per i pazienti. Non serve impegnare professionisti sanitari per questa attività di supporto al paziente e ai sanitari ma amministrativi di cui c'è tanto bisogno. Le segreterie di reparto sono state completamente svuotate, lasciando a medici e coordinatori, che dovrebbero occuparsi di altro, di trovare il posto nelle griglie del Cup".

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